STORIA E FEDE

Il Battistero di Baveno

Il complesso monumentale in cui è inserita la chiesa parrocchiale di Baveno è uno dei più significativi non solo del territorio del Verbano e del Novarese, ma di tutto il Piemonte. A valorizzare e rendere pregevole questo luogo sacro una parte di rilievo è riservata al Battistero di S. Giovanni.

Chiesa di Baveno

Preceduto da un portico secentesco su colonne di granito, è un edificio a pianta quadrata all’esterno e ottagonale all’interno, con nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari ricavate nello spessore della muratura. La parte superiore, ottagonale anche all’esterno, è decorata da lesene pensili, due per ogni lato, e da cordonature orizzontali, eseguite verso la fine del Settecento.

Una volta a spicchi, con costolature ad arco ribassato, poggiante su mensole in pietra decorata, copre il vano ottagonale interno. La sacrestia addossata al lato orientale del Battistero è del XVIII secolo. Il Battistero di Baveno è un edificio enigmatico che ha fatto discutere diversi esperti sulle sue origini databili secondo i più recenti studi al V secolo.

Affreschi sul soffitto all'interno del Battistero di Baveno
Affreschi all'interno del Battistero di Baveno

L'interno del Battistero

La suggestione dello spazio interno, al quale si accede scendendo i tre simbolici gradini, è suggerita dalla memoria storica del luogo, da cui si diffuse il cristianesimo nel Verbano. La struttura originaria doveva possedere, nella parte inferiore, quattro grandi portali in corrispondenza delle due nicchie rettangolari, della piccola abside e della porta d’ingresso. Oltre i portali si accedeva ad un vano quadrato che circondava l’aula ottagonale: il peribolo, uno spazio rituale utilizzato per la liturgia battesimale dei catecumeni. Tra l’XI e il XII secolo, con l’edificazione della volta a spicchi, la parte superiore dell’edificio viene sopraelevata e cinque delle otto finestre, che si aprivano sulle pareti del tiburio, sono murate.

Gli affreschi

Gli affreschi, ampiamente ritoccati, che decorano il tiburio e la volta, sono dei primi anni del Cinquecento: al centro l’Eterno Padre con il globo crociato; negli otto spicchi circostanti, i medaglioni raffiguranti i quattro Evangelisti, alternati ai Padri della Chiesa Occidentale. Sulle cinque pareti del tiburio non occupate da finestre sono affrescate scene della Passione di Cristo, alcune delle quali (la Crocifissione e la Discesa agli Inferi) hanno conservato, nonostante i restauri ottocenteschi, l’impianto originario. Accanto alle tre finestre vi sono dipinte le “Virtù Cardinali”.

Affreschi più tardi, probabilmente eseguiti nel 1888, decorano le pareti e le nicchie semicircolari svolgendo, con uno stile ricco di particolari, il ciclo pittorico della vita di San Giovanni Battista a cui è dedicato il Battistero. Partendo dalla prima nicchia alla sinistra dell’altare, sono rappresentati: “L’annunzio della nascita di Giovanni” (Lc.1,5-22); “La visita di Maria ad Elisabetta” (Lc.1,39-56); “La nascita di Giovanni” (Lc.57-66); “Giovanni il Battezzatore predica nel deserto” (Lc.3,1-18); “Giovanni incarcerato da Erode” (Lc. 3,19-20);  “Il banchetto di Erode” (Mt.14,1-18); “La decapitazione di Giovanni” (Mt.14, 9-12).

Le vasche battesimali

Ai lati dell’ingresso vi sono due fonti battesimali del XVII e XVIII secolo. Nella seconda metà del Cinquecento esisteva una vasca battesimale probabilmente romanica. Non si hanno notizie del fonte originario ad immersione, le cui tracce sussistono probabilmente sotto il pavimento attuale del Battistero. Nella nicchia sopra l’altare è collocato il gruppo del Battesimo di Gesù.

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